Tutto tace in provincia di Brindisi circa l'adeguamento degli impianti sportivi alle normative FIBA, salvo alcune eccezioni, vedi Ostuni e Francavilla Fontana. Pioggia di preventivi sui tavoli degli Uffici tecnici comunali per l'adeguamento dei campi di gioco. A Mesagne per il rifacimento totale del parquet del Palazzetto dello sport e della palestra "Falcone" il preventivo si aggira intorno a € 16.000,00 a campo, con grossi problemi di liquidità e di priorità da parte dell'Amministrazione comunale. Nessun intervento invece è previsto dall'Ammistrazione provinciale, almeno per il momento,  per l'adeguamento della palestra del Liceo Scientifico. Si potrebbe optare per il rifacimento di un solo campo limitando notevolmente l'attività agonistica delle società mesagnesi oppure coprire le linee esistenti e pitturare quelle nuove con risparmio ma creando un vero e proprio pastocchio. Non si comprende la necessità in questo periodo difficile dal punta di vista economico, a mettere in atto una operazione del genere. Del resto non è nenache un intervento definitivo perchè i campi italiani saranno ancora differenti da quelli degli Stati Uniti. Intanto qualche solerte presidente regionele e provinciale della FIP si sta attivando per venire incontro alle tante società in difficoltà. E se alcuni campi di gioco non saranno adeguati, il problema degli impianti sportivi, già esistente, si aggraverà notevolmente con la probabile riduzione dell'attività.

Tratto da Il Resto del Carlino - Luca del Bue: "In tempo di crisi economica e pure di crisi del movimento cestistico italiano non vi poteva essere peggiore “timing” per l’applicazione delle nuove regole nel basket voluto dalla Fiba, la Federazione Internazionale che presiede il mondo della palla a spicchi. Adeguamenti che costeranno caro agli enti comunali, provinciali e alle stesse società sportive che sono tenute obbligatoriamente a sostenere dei costi per mettersi a norma.  Infatti occorre tracciare i semicerchi “no sfondamento”, cambiare tutte le aree dei tre secondi, che da trapezoidali diventano rettangolari, spostare le linee del tiro da tre punti che passano da 6,25 a 6,75 metri di distanza dal canestro e quindi ci sono pure da fare ex novo le righe per le rimesse laterali (nella foto a fianco un campo già ridisegnato). Come se non bastasse si dovrà modificare o acquistare nuove apparecchiature per segnalare lo scorrere dei secondi durante l’azione di gioco, visto che anche qui sono stati modificati i regolamenti. Preventivi alla mano per cancellare e ridisegnare le linee del campo si va dalle 2500-3000 euro per il sintetico alle 5500-6000 per il parquet.

Ci sono casi più complessi, come possono essere ad esempio l’impianto di Via Guasco o quello comunale di Bagnolo dove la spesa si può aggirare fra i 20.000-25.000 euro ad impianto. Poi occorre aggiungere il costo delle apparecchiature dei “24 secondi” che nell’ipotesi più minimalista contempla un esborso di 2.500 euro, ma che nei casi più sofisticati può arrivare ad oltre 6.000 euro. A salvarsi parzialmente saranno solo le società iscritte ai campionati provinciali (dalla promozione in giù, ndr) che non saranno interessate al cambiamento dei cronometri. Dal momento che pare che le deroghe non siano ammesse, come si stanno preparando Comune e Provincia di Reggio, ed in generale le società sportive?  “E’ unastrategia da parte della Federbasket italiana che non comprendo - dice Anzio Arati -, Presidente della Fondazione dello Sport di Reggio, delegata dal Comune per queste questioni -. E’ vero che il provvedimento è internazionale, ma probabilmente era possibile mettere alcuni paletti. In tempi di magra nei bilanci, per noi, spendere 80.000 -100.000 euro per mettere a norma 7-8 palestre ( i cronometri non sono stati contemplati, ndr) è un vero salasso. Questi costi non è stato possibile metterli nel bilancio di previsione della Fondazione, ora attendiamo le quote associative da parte dell’amministrazione comunale. I lavori saranno ultimati entro fine agosto. Però per fare questo abbiamo dovuto tralasciare interventi manutentivi già in programma per alcuni impianti. Voci di corridoio mi riportano che diversi comuni in Lombardia hanno già detto di no a questi interventi per mancanza di fondi quindi non so cosa faranno le società di quel territorio”.  Delle 12 palestre della Provincia a Reggio ne saranno sistemate 3: Iti, Scaruffi, Secchi. A provvedere saranno le società sportive che giocano su quei campi, rispettivamente Juvenilia, La Torre, Giovolley. In questo modo potranno contare su prezzi più bassi rispetto alla media di mercato. In cambio la Provincia rinuncerà al canone di concessione annuale. Per quanto concerne le 5 palestre della Provincia fuori città, il Cattaneo a Castelnovo Monti è già stata messa a norma perchè utilizzata dalla Pall. Reggiana. Per le altre 4 (Scandiano, Guastalla, Correggio, Montecchio) si sta discutendo con i comuni e con le società sportive. Nel caso non debba provvedere la Provincia, anche qui si valuteranno “sconti” sui canoni. Finalmente far si che in modo planetario si possa giocare con gli stessi campi e le stesse regole è una cosa fantastica - dice Massimo Turni, presidente della Fip rovinciale che aggiunge -. Poi sono consapevole pure io che di questi tempi spendere soldi è dura per tutti. Ma di questi cambiamenti lo si sapeva da diverso tempo. Come Federazione ci siamo già trovati con tutti gli enti ed i soggetti coinvolti dal cambiamento per vedere di coordinare quanto più possibile le numerose cose da fare. Al momento direi che non ci sono problemi per il Palazzo dello Sport, Via Cassala, 1° Maggio, Ex Gill, Rinaldini e Cassala. Mi risulta, invece, che ci siano difficoltà nel mettere a norma le palestre Pertini A, Dalla Chiesa, Aosta, San Prospero Strinati e Villa Sesso. Forse solo nel primo caso grazie una concertazione con il Basket 2000 dovremmo risolvere velocemente il problema. Per le altre, mi sto attivando affinchè vi possa essere un connubio fra Fip e qualche società per dividere le spese. In provincia so di qualche perplessità in materia da parte del Comune di Rubiera e di quello di Scandiano. Quest’ultimo aveva già messo in preventivo l’adeguamento del PalaRegnani. In termini economici, come Fip provinciale, cercheremo di fare il possibile”.  La nostra sensazione, che speriamo rimanga tale, è che manchi sul territorio nazionale, nonostante le varie strutture, un coordinamento capillare che possa dare l’esatta situazione dello stato dei lavori nelle varie strutture sportive. Se da un lato siamo sicuri che per i tornei di alto livello problemi non ce ne saranno, beh un pò meno lo saremmo per quello che concerne i campionati minori. E non vorremmo che alla prima palla a due stagionale fosse proprio la coppia arbitrale a constatare il mancato adeguamento alle regole Fiba. E allora cosa accadrebbe? Nonostante i costi e le tante difficoltà, come sempre, Reggio sarà pronta al via dei tornei. Altrettanto lo si potrà dire per le altre citta"?