Mentre continuano le tante spese, spesso inutili, della FIP, l'Associazione degli arbitri di basket comunica: "Con la presente si informano tutti i tesserati A.I.A.P. che nei vari raduni, quest'anno non verranno consegnate le scarpe. In un incontro tra i vertici A.I.A.P. e C.I.A., di comune accordo, si è giunti alla conclusione che il Comitato Italiano Arbitri terrà informata l'Associazione sui modi ed i tempi con cui i soldi risparmiati verranno investiti e che in ogni caso, gli stessi saranno adoperati per lo sviluppo e la formazione Arbitrale. - La Segreteria dell'A.I.A.P.  Cosa significa tempi e modi con cui i soldi risparmiati verranno investiti? Magari con una qualsiasi persona al seguito della nazionale in meno, si potrebbero coprire alcune spesucce destinate agli zufolatori. Intanto per una gara Under 13 agli arbitri si rimborsano 9 euro!

Tratto da Baketnet.it - Oscar Villa: "Cia, che dolore! Da qualche anno accade di tutto e di più e il settore che gestisce migliaia di arbitri sembra inesorabilmente destinato a rimanere figlio  diseredato della Federazione Italiana Pallacanestro che, a giudicare dalle poche notizie che riescono a valicare i cancelli ermeticamente chiusi di via  Vitorchiano, sta vivendo una stagione ( l’ennesima) travagliata e, a quanto pare, con poche prospettive per il futuro. Gli arbitri di basket sono in sofferenza. Una  condizione che è sotto gli occhi di tutti, ma non di chi dovrebbe risolverla. Accade che gruppi di arbitri impegnati nella direzione di gare nazionali dilettanti  dimostrano insoddisfazione e malessere e, fatto insolito, fanno sentire la loro voce? La circostanza viene annotata come semplice elemento di cronaca;  piovono decine e decine di ricorsi agli organi di giustizia? Nessuno si domanda cosa stia accadendo; Si contesta il sistema di valutazione perché ritenuto  sbagliato, non trasparente, che dà adito a clientela? Sembra non interessare alcuno; Il presidente Meneghin su esplicita richiesta di incontro da parte di 150  arbitri pensa alla Nazionale a Bari e non trova il tempo per riceverli delegando il Commissario straordinario a rappresentarlo nell’incontro. Nulla da obiettare  se il commissario non fosse la stessa persona che aveva emesso la delibera contestata dagli arbitri. E i consiglieri federali cosa fanno? Pur essendo a  conoscenza dei fatti non ritengono opportuno chiedere chiarimenti e delucidazioni su quanto accaduto. Su questa posizione di compromesso si adagiano  anche i presidenti regionali Fip e quelli del Cia lasciando o sperando che la situazione si decanti forse per volontà divina. Lo stesso, o peggio, ha fatto l’Aiap, il  sindacato degli arbitri che, invece di prendere posizione e contestare le procedure, si è lasciato coinvolgere nelle responsabilità accettando e partecipando  con il suo presidente alla commissione di valutazione che ha “ratificato” le promozioni e le retrocessioni. La Procura della Repubblica, (non quella Federale  nominata dal Consiglio della FIP n.d.r.), per la prima volta mette le mani sul sistema Cia e chiude l’indagine con il rinvio a giudizio per una trentina di  persone? La risposta è: “ la pallacanestro di vertice non è coinvolta, l’inchiesta riguarda solo settori minori” Ne viene fuori una rappresentazione discutibile,  preoccupante per il sistema basket, ma la parola d’ordine è “minimizzare”. Tutto deve essere ricondotto a episodi isolati, di scarso interesse; accadimenti  inconsistenti. E, per dimostrare quanto debole fosse l’accusa frutto di un grossolano “abbaglio” della magistratura, si sono sbandierati alcuni casi di  “assoluzione” domestica con relativo reintegro nelle funzioni, salvo poi a vedere quei nominativi nell’elenco delle persone indiziate di reato. Da tutta questa  vicenda gli arbitri italiani che nel corso della decorsa annata sportiva avevano dovuto subire pesanti insinuazioni e insulti sui campi, speravano di uscirne il più  rapidamente possibile come se si fosse trattato di un brutto sogno. Le speranze erano state riposte nel nuovo direttivo Cia composto per il 50% da persone  elette da loro stessi così come il presidente, ma il risultato è quello sotto gli occhi di tutti: il crack dopo una sola annata e neppure completa. Eppure le  avvisaglie c’erano state: articoli del Regolamento soppressi e sostituiti con norme palesemente illiberali che il Consiglio Federale non ha avuto la forza di  contestare. Doveva essere quello il campanello d’allarme; era facile intuire che si cercava di plasmare le regole secondo un interesse di parte. E poi la  ciliegina sulla torta: i tanto vituperati criteri di valutazione. Un sistema basato su giudizi, che accantonava definitivamente il voto numerico espresso a  conclusione della partita dal commissario che consentiva una graduatoria di merito preferendo che il merito lo stabilisse qualcuno successivamente secondo  giudizi facilmente intuibili. Un procedimento che in violazione dei regolamenti ha mandato in tilt il sistema, ma che ha avuto comunque il merito di veder  promossi arbitri i cui nominativi circolavano nel totopromozioni sin dall’inizio dell’anno. Ancora peggio è accaduto in coda alle cosiddette classifiche con arbitri  retrocessi nonostante fossero stati impegnati nei play-off o di chi si è visto escludere dalla fase finale del campionato per la quale erano stati selezionati i  primi 50 arbitri e dopo gli è stato comunicato che il suo posto era il 43°". Intanto in un basket che viaggia nel lusso apparente, con hotel a cinque stelle e ristoranti raffinati, agli arbitri tocca pagare il biglietto per vedere giocare la nazionale e percepire rimborsi da elemosina spese per andare a zufolare. E se tutti, ma proprio tutti, gli arbitri italiani un bel giorno si fermassero?

Pare che il commissario che gestisce il Settore arbitrale in questo ultimo periodo, abbia deciso di confermare gli stessi criteri di valutazione adottati nell'ultima stagione sportiva. Continua così la mancanza di trasparenza emersa, come immediatamente da questo sito avevamo denunciato. Intanto saranno questi i futuri papabili presidenti che dovrebbero sostituire la meteora Tola alla presidenza degli zufolatori italiani: Renato Baldi (ex Consigliere CIA eletto in rappresentanza degli arbitri professionisti); Francesco Di Girolamo (Presidente FIP Abruzzo e ex arbitro nazionale); Pierantonio Gaia (già candidato alla scorsa Presidenza); Giancarlo Galimberti (Presidente FIP Emilia Romagna); Umberto Porcari (ex Consigliere CIA di nomina del Consiglio Federale); Tiziano Zancanella (Presidente Regionale CIA – Veneto); Silvio Zucchelli (ex Consigliere CIA).